I reportage di Maurizio Faraboni aprono la serie di eventi di F7punto1, registrando un grande successo di pubblico.

E’ stato un esordio col botto quello di mercoledì 15 febbraio, che ha visto l’avvio degli eventi con l’Autore proposti dalla neonata associazione fotografica F7punto1. Una massiccia affluenza di pubblico in sala ha assistito con il fiato sospeso all’emozionante racconto con cui il noto fotografo di reportage Maurizio Faraboni ci ha portati dentro il suo lavoro, illustrandoci un percorso umano e professionale che, dal mondo patinato della fotografia di moda, lo ha condotto a esplorare e documentare realtà fra le più dure e tragiche del pianeta.

“Le sue foto portano tutto quello che lui sente dentro. Non sono solo gli argomenti che tocca, ma il come li tocca”: Marco Tortato (in arte Yorick, X-Photographer Fuji e Manfrotto Ambassador, nonché punto di riferimento imprescindibile per i ragazzi di F7punto1) ha introdotto con queste parole l’intervento di Maurizio Faraboni, parole che non sono state disattese da quanto proiettato in sala. Immagini forti, crude, ma dense di un pathos palpabile, testimonianze di storie terribili e, ad un tempo, capaci di rivelare una straordinaria carica empatica fra il fotografo e i soggetti ritratti.

“Da 20 anni faccio il fotoreporter e lo faccio con il cuore, nel modo più sincero possibile, abbandonando testate e agenti quando tentano di impormi troppe limitazioni. Io voglio solo raccontare la verità”. Intende così Maurizio Faraboni il suo modo di fare fotografia, la sua “missione sociale”, e con questo spirito conduce il pubblico attraverso alcuni dei suoi reportage più significativi, dalle esperienze di guerra alle “tante tragedie umane diverse dalla guerra e di cui nessuno parla”. E le immagini scorrono, portando il pubblico nella storia recente dei danni causati dal mercurio e dal cianuro impiegati dal colosso Barrick Gold nella miniera (10mila kg d’oro al mese!) aperta nella Repubblica Dominicana. Scorrono attraverso le tratte dei migranti siriani, una fuga vissuta “insieme a loro, come uno di loro”. Scorrono attraverso la vergognosa realtà dei migranti in Puglia, fino a soffermarsi sui corpi devastati e gli sguardi vuoti dei malati di un lebbrosario del Belen, in Senegal, e sulle storie di vita minata alle radici di tanti ragazzi di Bucarest. “Storie che non posso tacere al mondo”, come sottolinea più volte Faraboni, “perché il ruolo del foreporter è quello di lanciare accuse forti per smuovere le coscienze”. Le numerose domande in sala, al termine dell’intervento, hanno prolungato la serata fino a tarda ora.

“E’ stato uno splendido inizio e siamo davvero soddisfatti, -sottolinea il Presidente di F7punto1, Carlo De’ Noni-, il che ci fa ben sperare e ci motiva per i prossimi incontri”.

Per quanto nata da poco, infatti, l’associazione ha un calendario di eventi di tutto rispetto, che toccheranno temi diversi, con autori di tutto rispetto nel panorama nazionale. Il prossimo appuntamento sarà il 15 marzo con la fotografia di Monia Merlo, caratterizzata da un’interessante sinergia con la pittura. Si continuerà quindi con la Street Photography di Angelo Ferrillo e la realtà editoriale della rivista Eyes Open, diretta da Barbara Silbe. L’estate ci porterà i temi del racconto fotografico, con Sara Munari, e della fotografia paesaggistica e di viaggio con Elisabetta Rosso. “Ma l’agenda è già piena fino alla chiusura del nostro primo anno di attività –chiude il Presidente- e, con la passione e l’entusiasmo che ci spingono, promettiamo tante altre belle sorprese a tutti i nostri soci”.